Magdat
Hurrichein aveva volato verso sud a velocità moderata, arrivando al Passo di Raha intorno all’ora di pranzo. Per tutto il viaggio, Morwen aveva pensato sempre a Galadir. Studiava e ristudiava l’attimo in cui l’aveva ferito, cercando di capire quale fosse stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. E alla fine l’aveva trovata: la lontananza. Il sapere di poter non rivedere Galadir, l’essere venuta a conoscenza che anche lui è stato promesso a una Dea, la preoccupazione di lasciarlo in balia di Mewar… tutte queste cose messe insieme avevano fatto scattare qualcosa in lei. Si era distratta, si era lasciata distrarre. E lui ne aveva pagato le conseguenze. Erano sempre gli altri a pagare per i suoi errori, mai una volta che toccasse a lei. Quanto avrebbe voluto che Galadir l’avesse lasciata. Sarebbe stato naturale, lei lo avrebbe capito e accettato all’istante di andarsene. Dopotutto aveva cercato di ucciderlo… era comprensibile. Invece no; Galadir non si era curato della ferita, ma di lei. La prima cosa che aveva fatto, era stata rassicurarla. Perché? Perché Galadir agiva sempre in modo diverso dagli altri umani? Ogni sua azione si rifletteva su di lei. Se lui diceva di non uccidere, lei non uccideva. Se lui rideva, anche lei lo imitava. E come ringraziamento, lei l’aveva mangiato. Ma come aveva potuto attentare alla vita dell’uomo che amava?
Questo si chiedeva mentre Cruzir e Hurrichein atterravano all’entrata del Passo.
I due Cavalli Alati, non appena poggiarono gli zoccoli sulla neve, sprofondarono fino al nodello. Entrambi si guardarono, avanzando con cautela verso la fessura nera. La temperatura era di certo sotto lo zero, e Cruzir – non essendo abituato – si sentì irrequieto e iniziò a scalpitare nervosamente, colpito ogni tanto da vistosi tremori. All’improvviso il Cavallo Alato Nero si bloccò e si volse verso Morwen.
La donna aveva lo sguardo perso nel vuoto. Non aveva espressione. Era… ferma.
Il cavallo nero s’impennò improvvisamente, buttando Morwen tra la neve con una sgroppata.
Nel momento esatto in cui avvertì di stare per piombare a terra, Morwen fece una capriola a mezz’aria e atterrò sulla neve leggiadra come una foglia. Sembrava volare, poiché sotto il suo peso, la neve non sprofondava. Si volse appena verso Hurrichein, colpendolo con lo sguardo. Se volevi la mia attenzione, bastava chiedere.
Il Cavallo Alato Nero sbuffò, roteando la testa e avvicinandosi a Morwen, la invitò a risalire. Poi lui e Cruzir s’immersero nell’oscurità del Passo.
La Strada Fiorita si mostrò immediatamente ai loro occhi, così come le cascate rappresentanti le altre Terre di Bovethovia.
I due cavalli si portarono al centro della stanza e attesero, le ali ripiegate sui fianchi.
Morwen si calò il cappuccio dietro la nuca, sbuffando. <<quanto tempo vi occorre per riuscire a formulare le parole di routine?>>.
<<la vostra insolenza è intollerabile, erede. L’Inferno doveva davvero essere disperato ...
Read the entire post...